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Society Show

La voglia di vivere, da quando son nata, non mi è ancora passata!
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giuseppe

May 07

Utopistiche elucubrazioni di due insane rivoluzionarie O.o

Lady Oscar: Hai sentito? : "Supreme Court finds lethal injections a humane means of execution"…come sono civili questi americani! La cosa che mi sconvolge è il risultato della votazione: 7-2.

Me: Difficilmente capiremo quella cultura...potremo solo giudicarla, ma quanto in modo valido?

LO: Oh cazzarola... un'altra relativista!

Me: Anche in questioni importanti come questa non ci sono delle leggi comuni...chi decide risente della cultura personale, non di quella umana...

LO: Ma che cultura è? Sono cattolici, laici, protestanti e mormoni... e in tutti e 4 i casi la pena di morte è contraria alla legge naturale…io la chiamo incoerenza più che altro.

Me: C'è appunto un'incoerenza fra le leggi religiose e quelle statali, quel senso di giustizia che ne dovrebbe tenere conto ma che non lo fa...

LO: E’ che c'è un senso di sublimazione del reato, secondo me, da parte dello Stato. Pensano di risolvere il problema incutendo paura, che tiene conto di leggi, ma non dell'uomo…il fatto è che non spaventano nemmeno i ragazzini!

Me: …dovrebbe esser sublimato l'Uomo, non la giustizia e basta!

LO: Ma magari fosse sublimata la giustizia! Il fatto è che lì è sublimato il potere, la legge del più forte!

Me: Hai ragione…

LO: Lo Stato è così debole, in realtà, da doversi abbassare a colpire l'ultimo degli ultimi…

Me: La Giustizia dovrebbe essere preventiva, ma non lo è.

LO: Il fatto è che la Giustizia è una cosa, la Legge un’altra…e nemmeno in Italia…

Me: La cultura italiana dovrebbe aiutare la Giustizia nel compito di ridonare dignità all’ Uomo!

LO: Italiani... cultura... sono due cose che bisticciano da un po’!

Me: …eh eh eh…io ci credo ancora che possa esser possibile fargli far pace...partendo dall'educazione, da istituzioni profondamente riformate e rinnovate!

LO: E chi le deve riformare e rinnovare? Capisco che tu mi stai parlando di un ordine spontaneo nel senso che dovrebbe essere una rivoluzione dall'interno…

Me: …no, non sarebbe possibile oggi! La questione è: per la riforma occorrono persone già riformate, con una cultura dell'uomo ben insita dentro loro...
LO
: Ma chi le riforma?
Me: Guarda che c'è già chi un po' lo è....chi vuole il cambiamento, chi studia per formarsi in merito, chi lavora in piccole istituzioni che hanno come scopo questo…

LO: Tipo chi?

Me: …io qualcuno l'ho incontrato, anzi lo abbiamo incontrato: anche io stessa, chè dentro me la fiammella non si è ancora spenta; poi tante associazioni; poi anche una chiesa nuova, perchè no?...e tu con il tuo senso della giustizia e molti professori e molti colleghi che come noi ci credono!

LO: Ci vogliono delle buone leggi che abroghino quelle cattive…ci vorrebbero molti legislatori!

Me: …se qualcuno di questi che ne abbia gli strumenti iniziasse una campagna per incoraggiare questi singoli a migliorarsi, a lavorare su se' stessi per fomentare la fiammella, questa aumenterà e magari poi ci si potrà unire e formare ancora nuove persone!

LO: Il fatto è che non ci credono loro…

Me: Certo! Ed il cambiamento lo vedono ancora come troppo incerto...per cui meglio affidarsi alle vecchie certezze... Invece si deve partire da chi ci crede! Lavorare su questi e far crescere in loro la spinta al cambiamento, far credere a tutti che questo è possibile!

LO: Vecchie certezze di cosa? Di impunità per i padroni?

Me: Esatto, vecchie certezze de “il più forte va avanti”. Ma così non si cambia: il forte ha solo l'interesse a rinforzarsi sempre più. Invece il cambiamento viene dal basso, dal debole che veramente si muove per migliorarsi…

LO: Si vabbè, ma la Sinistra ha sbagliato, ha fallito non è stata in grado di fare una buona legge sull'immigrazione…

Me: …non cadere sulla politica! Restiamo sui nostri discorsi utopistici!

LO: No te lo devo dire, perchè per capire come dobbiamo cambiare non dobbiamo dare colpa solo agli italiani, che fanno le pecore…DOBBIAMO INTERPRETARE LE LORO PAURE.

May 01

Libertà fondamentali e protezione dei Diritti Umani

Ormai ho tante conoscenze e la cosa non mi sembra così difficile, che sto pensando seriamente di prender una seconda laurea in Legge…

Parlando di applicazione di importanti valori: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (DUDU). Per rispondere ad un importante quesito: in che modo i diritti umani vengono resi normative?
Non starò qui a discorrere sulla Dichiarazione in quanto tale, sol perché chiunque può cercare informazioni (e mi piace pensare che così esorto all’informazione), ma mi soffermo su come, dal ’48, anno della stipulazione di questa, molti Atti e Accordi internazionali abbiano avuto come punto di riferimento proprio i principi fondanti della DUDU, comprese molte Costituzioni nazionali e l’ONU stessa. Essendo la Dichiarazione universalmente a tutela dell’individuo, si sancisce, principalmente, che i diritti umani restano applicabili anche durante le guerre (principio che, affermato proprio appena dopo la seconda guerra mondiale, ha un’importanza immensa)
(Consiglio ONU di Teheran, 1968).
E’ importante ricordare che la DUDU ha carattere esortativo ma non giuridicamente vincolante: le uniche sanzioni possibili sono a carattere di riprovazione internazionale, ma non si posson condannare le violazioni dei diritti. Come a dire che può rimproverare ma non punire chi dichiara ed avvia una guerra….
L

IL SISTEMA ONU DI TUTELA DEI DUDU
° Human Rights Council (Consiglio dei Diritti Umani): l’assemblea generale Onu ne sancisce la nascita per sviluppare e promuovere il coordinamento di una nazione con l’Onu e per interessarsi delle violazioni dei diritti umani nella stessa nazione, attraverso rapporti periodici, procedure speciali e sanzioni internazionali. Concretamente, la Nazione firmataria del consiglio, periodicamente è tenuta a fornire a questo delle relazioni sull’andamento interno per quanto riguarda la salvaguardia dei diritti umani. Al consiglio il compito di stabilire se e come i diritti son violati con una contro relazione.

° Treaty Bodies (Comitati Internazionali): esistono vari tipi di Comitati, in base alle differenzi violazioni:
__comitato per l’eliminazione delle discriminazioni razziali (ancora è un organo consultivo e non sanzionale), fondato nel 1969
__comitato per i diritti umani civili e politici (l’unico organo che prevede l’utilizzo di petizioni singolari per la denuncia), 1976
__comitato per la discriminazione delle donne, 1981
__comitato per i diritti economici, sociali e culturali, 1984
__comitato contro la tortura, 1987
__comitato per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, 1991
I comitati hanno competenze specifiche solo per gli Stati che li hanno sottoscritti, altrimenti non hanno giurisdizione. Come nel Consiglio dei Diritti Umani, gli stati inviano rapporti periodici ai singoli comitati. A differenza del Consiglio, però, questi posson esercitare un’importante pressione internazionale, qualora si verificasse una violazione.

° Alto Commissariato Onu dei Diritti Umani: fondato nel 1993 con lo scopo di integrare la tutela dei diritti con le azioni dell’Onu, opera proprio sotto la giurisdizione dell’Onu, con il mandato di fornire consulenze suggerire migliorie agli apparati tutelativi nazionali e dialogare con i governi firmatari.

° Tribunali penali: sono tribunali internazionali relativi ai crimini contro l’umanità commessi in un determinato periodo ed in un dato territorio. Nascono a partire dalla pulizia etnica durante la guerra in Ex Jugoslavia dal ’91 e sono successivamente stati istituiti anche per i crimini contro l’umanità commessi in Rwanda, Sierra Leone, Cambogia…
Sono stati criticati in quanto non hanno funzione preventiva, essendo nominati solo dopo che un crimine sia stato commesso.

° Corte Penale Permanente: proprio come i Tribunali Penali persegue i responsabili dei crimini contro l’umanità, ma risultano rivoluzionari perché non vengono creati ad hoc dopo che il crimine sia stato compiuto, ma restano validi in casi di omicidio, sterminio, riduzione in schiavitù, deportazione, stupro, persecuzione, sparizione… Così il criminale viene comunque condannato in un tribunale sicuramente presente nella sua nazione. Una chicca: i crimini commessi sono imprescrittibili.
Fondata nel 2002, hanno già giudicato i crimini in Congo, Uganda e Darfur.

Per oggi mi fermo qui, essendo già ampio il materiale fornito, ma nella prossima puntata tratterò la questione inerente l’Europa e i DUDU.

April 26

Racconta Gervais, l'autista nero:

"-Io pensavo che la pelle dei bianchi fosse così fine e delicata che se l'avessi toccata si sarebbe strappata, allora, quando ho lavorato la prima volta con un bianco gli ho toccato la pelle e ho sentito che era come la nostra e non si rompeva. Ed è per quello che i bambini vengono e ti toccano delicatamente, è perchè vogliono vedere se ti rompi...

Poesia.
Chiudete gli occhi. Shh...era come la nostra."

Dalle Colline -le strade rosse del Rwanda-
Tita Cecchini pag. 75


Da ratio a cardio

C'è una forma di saluto, araba, che racchiude dentro di sè, dentro un breve gesto, tutto l'affetto e l'interesse che si può avere verso l'Altro, verso l'Amico.
Molti di noi occidentali, senza sapere il vero significato che se ne cela dietro, spesso ne facciamo una parodia: avete mai aperto la porta a qualcuno e mettendovi di fianco vi siete leggermente inchinati e fatto un cenno con la mano come a togliervi il cappello ed indicando poi la strada da seguire? Sì, provate a farlo ora, come dei fedeli maggiordomi, quasi disegnando un'onda nell'aria...
Questa forma di saluto non deriva altro che da un'antico saluto arabo-mediterraneo, ancora tutt'oggi in uso soprattutto fra gli anziani (a quanto ne so io -ne ho letto su qualche libro e ne ho trovato riscontro su un documentario-): con un veloce gesto della mano ed un leggero inchino del busto ci si sfiora la fronte, le labbra ed il cuore e si rivolge la mano verso chi si ha di fronte. Sempre come a disegnare un'onda e voltando un po' la mano prima di dorso e poi di palmo. E spesso senza che segua nessun saluto vocale. Ora provate a fare questo. Vi posso assicurare che quando nel pomeriggio m'è tornato in mente questo particolare, mi son trovata davanti lo specchio a provarlo!
Tutta questa anticipazione mimica solo per raccontare quanto di speciale v'è in un saluto e per raffrontarlo con il nostro frettoloso e superficiale salutare. Sì, persino il nostro "ciao" ha una bella storia dietro, ma chi, nel salutar così un passante si ricorda del vero significato del saluto? Nell'antico gesto arabo, invece, vi son ben tre saluti e tutti ricordati ogni volta che lo si effettua:
"Ti penso sempre, chiedo di te e ti porto nel mio cuore"
...nel toccarsi la testa si fa intendere il pensiero, la bocca è l'informazione ed il cuore l'affetto. Mi brillano gli occhi al solo pensiero...venisse rivolto a me un saluto del genere, che piacere sarebbe!
Vorrei avere la scioltezza di gesto ed una cultura comune che mi permettano di salutare molte persone così, sapendo loro cosa voglio loro dire con un semplice saluto.
Ultimamente, poi, che sto pensando, sto conoscendo e sto concedendo nuovo spazio nel mio cuore a tanti nuovi amici!
E' a loro che è dedicato questo post che concludo con...un saluto...di testa, labbra e cuore!
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